© 2011 leonardo masi accordion by Małgorzata Zając

Agnieszka Osiecka

 

Dall’8 al 10 ottobre all’Università di Breslavia si è tenuto il primo congresso dedicato ad Agnieszka Osiecka (1936-1997) poetessa e scrittrice, nota soprattutto come autrice di testi per alcune delle più belle canzoni in lingua polacca. Ho partecipato al congresso nella doppia veste di relatore e concertista. (annotazione tra parentesi: speriamo che in Italia non venga a nessuno l’idea di organizzare un convegno su Mogol.)

Nella produzione della poetessa polacca che annovera circa duemila canzoni, il testo che ho tradotto qui sotto è uno dei meno conosciuti, ma a me piace un sacco. Qui si può ascoltare la versione originale polacca cantata da tale Józef Nowak nel 1965. L’originale è ovviamente cosa ben più riuscita della mia traduzione che per mantenere la metrica ricorre a delle fastidiose rime tronche. Spero comunque che non si sia persa l’atmosfera poetica lunare e surreale di questa canzonetta.

A Breslavia ho conosciuto alcune splendide persone. Una di queste, Małgorzata Zając, è l’autrice di questa foto, scattata alla stazione il giorno prima che iniziassero i lavori di ristrutturazione (in questo momento c’è un grande cantiere). Sulla zuppaczernina che sua mamma ha cucinato, su Breslavia, sulle poetesse della Slesia che ho conosciuto al congresso e magari ancora su Osiecka con altre traduzioni scriverò un’altra volta.

Aurelia

testo: Agnieszka Osiecka (trad. Leonardo Masi)

musica: Jarosław Abramow-Newerly


Più non schiamazzano i bambini

si è fatta sera e nei cortili è buio già

un uomo con un organetto

arriva e inizia a cantar:

.

mi dichiarerò ad Aurelia

saliremo sulla giostra

poi le offrirò un gelato

e la inviterò a ballar

e la mia Aurelia sulla giostra

del sorriso farà mostra

ma dal fotografo sulla staffa

già aspetta la giraffa

.

La gente ascolta in dormiveglia

il canto che la luna o il bosco portan là,

che storia è questa dell’Aurelia?

Sulla giraffa che ci fa?

.

mi dichiarerò ad Aurelia… (etc.)

.

Ma cosa c’entra ’sta giraffa?

Chi è questa Aurelia e questo lui chi mai sarà?

Perché il fotografo e la staffa?

Chi è che va in giostra? Non si sa…

.

mi dichiarerò ad Aurelia… (etc.)

.

Non c’è morale in questa storia

forse la luna o il bosco l’han portata qua

ma domattina appena sveglio

ognuno questo canterà:

.

mi dichiarerò ad Aurelia… (etc.)


Od 8. do 10. października na Uniwersytecie Wrocławskim odbyła się pierwsza konferencja naukowa poświęcona twórczości Agnieszki Osieckiej. Miałem przy tej okazji referat i recital gitarowy. Przełożony przeze mnie tekst na język włoski, należy do najmniej znanych w twórczości poetki, która oprócz wierszy, utworów scenicznych, felietonów, powieści, napisała ok. 2000 piosenek. Ale ja bardzo lubię akurat tę pioseneczkę. Można ją tu usłyszeć w wykonaniu Józefa Nowaka z roku 1965.

We Wrocławiu poznałem dużo fajnych osób. Jedna z nich, Małgorzata Zając, jest autorką tego zdjęcia, zrobionego na dworcu kolejowym we Wrocławiu w przededniu jego zamknięcia (trwa właśnie wielki remont). O czerninie, którą matka Małgorzaty gotowała, o Wrocławiu, o poetkach ze Śląska, które poznałem na konferencji, i o samej Osieckiej, może z nowymi przekładami, będzie innym razem.